Il progetto

L’Ecomuseo della Pastorizia è stato aperto al pubblico nel giugno del 2000, ma la sua nascita effettiva, risale in realtà a molti anni prima, quando la Comunità Montana Valle Stura ha intrapreso una strada di rinascita culturale e insieme di rivitalizzazione economica dell’attività della pastorizia in Valle e di tutto il contesto socio culturale a essa collegato.

Un’ipotesi di lavoro che ha trovato in primis nella realtà locale il germe del suo sviluppo e che ha permesso la costruzione di un discorso ecomuseale quando ancora neppure esisteva la legge regionale di costituzione degli ecomusei.

La base portante dell’Ecomuseo della Pastorizia va ricercata nell’azione di recupero e rilancio della pecora sambucana. Il progetto si è indirizzato su due assi principali: da una parte il discorso volto al recupero effettivo della razza sambucana, dall’altra la riscoperta della cultura e tradizione legate al mondo pastorale della Valle Stura, nonché delle sue propaggini nella Crau francese, dove per decenni i nostri pastori hanno prestato la loro manodopera.

I due assi del progetto hanno trovato una loro complementarità di fondo che ben si riflette nella figura del pastore: allevatore, ma anche depositario di una tradizione millenaria ricca di saperi e di pratiche che rischiavano di essere sepolte dall’oblio del tempo.

L’Ecomuseo è nato ben prima del 2000, sulle basi del lavoro già effettuato, per ipotizzare ulteriori futuri sviluppi per il territorio coinvolto.

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